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Parco Marino

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Buonvicino, paese dell'accoglienza

BUONVICINO

Conta poco meno di 3.000 abitanti. Il paese si snoda sulla cresta della sponda del Torrente Corvino. Dal mare di Diamante ai monti, solo una manciata di chilometri e subito si è catapultati all'interno del Parco Nazionale del Pollino. Buonvicino è un piccolo borgo che alla ricchezza del patrimonio ambientale, naturalistico e boschivo, affianca le straordinarie qualità del patrimonio religioso, archeologico, agroalimentare. Interessante il suo impianto urbano, lo snodo di vicoli e vicoletti con archi che aprono, di tanto in tanto, alle stupende panoramiche offerte dalle lussureggianti valli che fanno da sfondo al mare; la piazza d'inoltro al Museo del Gusto dedicato a Ippolito Cavalcanti, Duca ed appassionato cultore della cucina, autore di un trattato organico di cucina, che dal settecento in poi ha costituito riferimento eccellente per la manualistica del settore. Vissuto alla Corte di Napoli, il Duca conservò sempre legami indissolubili con il suo territorio d'origine, dal quale si riforniva delle risorse (prodotti e ricette) con cui deliziava la famiglia reale, avendone ricevuto l'alto onore di curarne il vitto.

LA STORIA

Buonvicino nacque alla fine del 1200 dall'unione di tre villaggi: Salvato, Tripidone e Trigiano. I primi due casali di origine ellenica erano arroccati sulle pareti della rupe dello Stretto. A sud di Serra Pagano, nel territorio dell'attuale Belvedere Marittimo, sorgeva, invece, Trigiano (costruito dai romani nella zona oggi diventata la campagna di Buonvicino). Tra i tre insediamenti, all'inizio, ci furono continue faide. Gli uomini di Salvato e Trepidone, sempre in cerca di cibo, assediavano i fertili territori di Trigiano. Soltanto quando l'imperatore Michele IV di Costantinopoli (1034 e il 1041 d.C.) diede in privilegio le terre e i coloni di Trigiano a San Ciriaco (abate del monastero di Santa Maria dei Padri che sorgeva nel territorio dell'attuale Buonvicino) i rapporti tra le comunità cambiarono. I frati, infatti, concessero a tutti e tre i casali di coltivare e praticare il pascolo in quelle fertili terre. Il monastero fu nominato, in seguito, eparchia (ente superiore nella circoscrizione territoriale comprendente tutti i centri basiliani dell'alto Tirreno) e divenne punto di riferimento del rito ortodosso-greco. Attratti dall'influenza benefica esercitata dal monastero, nel corso degli anni, molti abitanti dei tre villaggi si trasferirono nei pressi del convento. Il nuovo borgo, secondo gli storici, esisteva già prima del 1327. Indicato all'inizio come buoni vicini o buono vicino divenne poi, per una distorsione linguistica, Bomvicino, Bombicino o Bonivicini. Il paese deve probabilmente il suo nome ai monaci basiliani che decisero di suggellare l'unione tra le tre comunità. E', comunque, a partire dal 1869 che il paese sarà chiamato definitivamente Buonvicino. Divenuto feudo, con gli Aragonesi, fece parte del vastissimo territorio concesso a Luca Sanseverino (1465). Alla sua morte, avvenuta nel 1487, accusato di aver partecipato alla congiura contro il re Ferrante d'Aragona, le sue proprietà furono confiscate. Nel 1488 il centro passò a Paolo Sersale per poi ritornare in possesso dei Sanseverino con Bernardino (1495). Ereditato dal figlio Pietrantonio (1515) rimase in suo possesso fino al 1559, anno della morte. Il feudo da allora, e fino al 1606, fu del figlio Niccolò Bernardino che lo vendette, per 10.200 ducati, a Fabio De Paola, signore di Malvito. I baroni De Paola, trasferitisi a Buonvicino, oberarono di tasse la popolazione riducendola in miseria e arrogandosi, inoltre, il diritto della "prima notte di nozze". I soprusi subiti per anni fecero montare la rivolta che il 17 giugno del 1648 portò alla cattura e all'uccisione dei feudatari (l'unica sopravvissuta fu Ippolita Laudemia De Paola). La repressione non si fece attendere e fu tremenda. Molti uomini del paese vennero uccisi. Laudemia, successivamente, andò sposa a Lucio Cavalcanti portando in dote Buonvicino. La famiglia Cavalcanti ne divenne, quindi, proprietaria fino all’eversione della feudalità (1806). Le leggi eversive, pur abolendo i privilegi sulla carta, in realtà non portarono a molti cambiamenti. Nel 1812, infatti, pur divenuto Comune il paese passò ai Valente di Celico.

IL TERRITORIO

Buonvicino è un piccolo borgo all'interno del Parco Nazionale del Pollino, ad un'altezza di 450 m.s.l.m. (min/max 49/1800). Il Centro antico sorge su di uno sperone roccioso, in posizione panoramica rispetto alla vallata sottostante. Cinto da ulivi secolari nella fascia collinare, profumato da verdi da cedriere lungo il corso del fiume, colorato dai magnifici boschi nell'altura, ospita nella fascia più alta il "pino loricato", un relitto dell'ultima glaciazione, una rarità, assurto a simbolo del Parco Nazionale del Pollino. Al suo interno v'è un ecosistema eccezionale, con rocce, piante, animali, suoli che mutano scenario e fascino da valle a monte, di stagione in stagione, in un continuo alternarsi di spettacolari vedute, colori, suoni, profumi, sapori. La parte di natura più prestigiosa è fatta di rocce, complessi sedimentari calcareo-dolomitici con dolomine dal cupo colore grigio scuro, di pareti a strapiombo e di grotte carsiche. Le pendici delle montagne più alte sono ammantate di faggi, castagni, cerro, coperti da muschio, tappezzati da funghi, di frutti e di erbe aromatiche, popolati da fauna in via di estinzione come il Lupo appenninico. La popolazione locale conserva ancora usi, tradizioni popolari, canti e riti, feste civili e religiose di antica origine, rivelando il carattere etno-antropologico di una cultura autoctona e di una identità fortemente radicate. Le case del centro storico, addossate le une alle altre, il più delle volte collegate fra loro, hanno caratteristiche uguali a molti altri piccoli borghi del Parco Nazionale del Pollino. Sull'impianto medioevale, inalterato, si sviluppano le abitazioni, costruite sui dirupi a strapiombo; archi e supporti dominano nella visione prospettica delle stradine, mentre le case più signorili od i palazzotti, ornati all’imposta da tetti e da coppi bruciati dal sole, portano il segno delle differenti epoche anche attraverso i portali: architettura minore - anche quella signorile - cui la mano dell’artigiano ha dato vita alternando all'uso della pietra e del mattone, l'uso del legno e del ferro lavorato per le finiture.

ACCESSIBILITA'

Utilizzando la linea ferroviaria si raggiunge la stazione di Diamante; attraverso l'autostrada A3 per chi viene da nord uscita Lagonegro nord-Maratea e uscita Falerna per chi viene da sud. Con la strada statale SS 585 e SS18 per chi arriva da nord ed SS18 per chi arriva da sud. Con l’autobus della linea Cosenza/Diamante e la linea Diamante/Buonvicino. Attualmente al centro storico si accede attraverso un'unica viabilità che, a partire dal bivio di Diamante, termina in una piazza/parcheggio (circa 30/40 posti auto).

ECONOMIA

L'economia del borgo si sviluppa da sempre attorno alle venti contrade rurali che lo compongono. L'economia agricola, prevalente, è tuttavia caratterizzata dalla elevata presenza di piccole e piccolissime aziende agricole, non sempre compatibili con le aspettative di reddito e di lavoro autonomo. Anche in passato, le fonti tradizionali di produzione e di reddito erano costituite dall'agricoltura, la pastorizia l'artigianato e, sebbene in piccola parte, l'industria boschiva. In campo agricolo, accanto alle tradizionali colture della vite, dell'ulivo, del grano e di varie specie di frutta ed ortaggi, era molto diffusa la coltura del cedro che si sviluppava, in prevalenza, vicino alle sponde fluviali. Fonti più antiche di reddito sono state la bachicoltura e la coltivazione della canna da zucchero. Nell’artigianato, a figure affascinanti quali il pagliaio, il calzolaio, la ricamatrice, il ramaio, lo scalpellino che rappresentavano un tempo realtà relativamente fiorenti in quanto costitutive di un'economia ancora poco permeabile al commercio dall'esterno, si sono sostituite man mano le figure professionali organiche alla nuova quotidianità quali ad esempio gli idraulici, gli elettricisti, i meccanici, i camerieri di sala, per lo più operanti nei limitrofi comuni della costiera (Riviera dei Cedri).

RISORSE

Risorse Naturalistiche

  • √ Il territorio appartiene al complesso montuoso dei monti di Orsomarso e Verbicaro. Di interesse particolare è la gola del Corvino lunga circa cento metri, le cui pareti verticali sono tappezzate da stalattiti.
  • Località Cisso / Villaggio Serapodolo.
  • Via Istmica. In collegamento con il centro, attraverso un percorso tortuoso, che collega la valle del Corvino, si accede all'antica via Istmica (ipotetico collegamento greco tra il Tirreno e lo Ionio e successivamente via di trasporto per il sale proveniente dalle miniere interne di salgemma).

Risorse Culturali

√ Nel comune di Buonvicino vi sono: 5 chiese, 1 convento ed un santuario. Particolarmente interessante è l'edificio religioso di epoca bizantina dedicato a San Ciriaco. Inoltre esiste un edificio denominato "Castello" di epoca medioevale costruito tra il 1400 ed il 1500.

Chiesa di San Ciriaco, Monastero di San Ciriaco.

Piazza dei Greci, posta a quota 967 metri, sulla cima di Sasso dei Greci costituiva, un tempo, la fortezza dall'alto della quale si poteva controllare il passaggio sulla via Istimica dei mercanti greci prima, dei soldati romani dopo, e poi ancora di longobardi, saraceni, frotte di monaci brasiliani.

√ Castrito, Trigiano, Romano.

Laure. Rifugio dei monaci dell'Ordine di San Basilio, provenienti dal lontano Oriente.

Grotte di San Ciriaco, del Varco del Fico, di Maledormi, di Gattarelli, di Trepidane, di S. Irene, di S.Elia, del Laureto, dello Scugnizzo, della Paglia, dell’Acqua delle Canne, di S. Antonio, S. Angelo, di S.Maria. La Grotta di San Ciriaco fu centro propulsore della "Laura": da essa si ripartirono, a raggiera, molti altri asceti che andarono a fondare il "Mercurion", un comprensorio di terre di quarantamila metri quadrati che estese la sua influenza a tutti i territori dell’Alto Tirreno Cosentino.

ATTRATTORI

Museo del Gusto e delle Tradizioni Agro Silvo Pastorali

Ha sede all'interno di un palazzotto di proprietà comunale recentemente ristrutturato, nel cuore del centro storico. Fa parte di un realizzando circuito di "musei tematici" che annovera 16 "borghi" (a denominazione "borghi del gusto e dell'arte nella riviera fluviale"). La struttura espone, in due sezioni tematiche, articolate per sottotemi, numerosi attrezzi e strumenti della tradizione contadina (dal campo alla tavola, donne e filanda): 350 pezzi raccolti e catalogati nel corso di più di 30 anni dal prof. Franco Casella, attento studioso delle antiche tradizioni del Borgo. Al primo piano la biblioteca, il salone per proiezioni ed incontri, l'angolo caffetteria completano la proposta di un "museo" che sposa tradizione e contemporaneità, che evidenzia il suo "carattere" nella qualità ed accuratezza degli arredi: parte realizzati artigianalmente, parte espressione della più avanzata tecnologia moderna.

Valle del Corvino e Serapodolo

Il fiume Corvino, che unisce Buonvicino a Diamante, offre moltissime possibilità di fruizione eco-turistica dando luogo ad itinerari naturalistici, culturali, religiosi, archeologici. Dalla sorgente alla foce, attraversa ambienti naturali diversi per clima, associazioni vegetali, caratteristiche podologiche. Nei tempi passati, su questo scenario di bellezze naturali si sono innestate fiorenti attività produttive quali la coltivazione della canna da zucchero, l’allevamento del baco da seta, la coltivazione dei fichi e del cedro, ampiamente diffusi su tutta la riviera. Lungo il percorso, addentrandosi nella vallata, il Serapodolo, un'ampia area naturale a fitta vegetazione boschiva ricca di faggeti degli Appennini, che si distingue quale sito favorevole alla presenza del Lupo.

Il Santuario di Madonna Della Neve

Il Santuario di Madonna Della Neve contestualizzato da un fantastico spazio panoramico su cui insiste un complesso edilizio già recuperato alle funzioni ricettive, convegnistiche, fieristiche, religiose.

 

Borgo dei Greci

L'Albergo Diffuso Borgo dei Greci si trova nel cuore del borgo di Buonvicino (CS), a confine tra il Parco Nazionale del Pollino e lo stupendo mare della Riviera dei Cedri.

Un soggiorno al Borgo dei Greci permette di vivere un turismo evoluto e raffinato, di scoprire le tipiche attività del territorio, di usufruire di itinerari culturali variegati, di godere dei magnifici paesaggi del Parco del Pollino.

Dove siamo

Via Principe Umberto 13 - 87023 Buonvicino (CS)

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Tel: (+39) 0985 85021

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